Impianto fotovoltaico e Scambio sul posto

Impianto fotovoltaico e Scambio sul posto

lo scambio sul posto, è cosi definito dal GSE

Lo scambio sul posto, regolato dalla Delibera ARG/elt 74/08, è una particolare modalità di valorizzazione dell’energia elettrica che consente, al Soggetto Responsabile di un impianto, di realizzare una specifica forma di autoconsumo immettendo in rete l’energia elettrica prodotta ma non direttamente autoconsumata, per poi prelevarla in un momento differente da quello in cui avviene la produzione.

La formula esatta per capire calcolare con esattezza il reale valore del ritorno economico, non è molto semplice e dipende da vari fattori sia fissi che variabili. Ultimamente hanno cercato di semplificare la formula ma rimane comunque difficile da digerire per i non addetti.

Più avanti faremo degli esempi per spiegarla meglio

Il sistema SSP ( scambio sul posto ) non è un incentivo, ma un contributo.

Inoltre al sistema SSP va sommata la detrazione di imposta, ovvero il 50% della spesa affrontata portà essere detratta fiscalmente dalle proprie imposte.

Quando l’impianto fotovoltaico produce, l’energia prodotta viene direttamente auto-consumata nel momento stesso della produzione o viene immessa in rete e conteggiata dal contatore di scambio.

Quando l’impianto fotovoltaico non produce, l’energia necessaria viene prelevata dalla rete elettrica. Questa energia viene conteggiata e pagata con le normali bollette elettriche, con i costi previsti dal contratto stipulato con il vostro operatore.

A questo punto sono tre i parametri fondamentali:

energia immessa in rete;

energia prelevata dalla rete;

energia in eccedenza ( nuova voce ) ovvero, alla fine dell’anno avete immesso più energia di quella che avete prelevato, questa differenza viene conteggiata separatamente, in quanto non si tratta più di scambio sul posto, ma di vendita di energia. ( che viene pagata in base al valore medio dell’energia dell’anno precedente )

energia in differenza ( nuova voce ) ovvero, alla fine dell’anno avete immesso meno energia di quella che avete prelevato, questa differenza viene compensata dal fatto che avete pagato la bolletta per questa energia prelevata dalla rete.

Il GSE eroga il contributo in conto scambio:

  1. in acconto su base trimestrale utilizzando le misure trasmesse dai distributori e effettuando una stime     sull’onere sostenuto per il prelievo di energia elettrica da parte dell’utente;
  1. a conguaglio su base annuale solare utilizzando le misure trasmesse dai distributori e l’onere sostenuto in prelievo trasmesso dalle imprese di vendita e valorizzando l’eventuale credito riportabile dagli anni precedenti – nel caso si chiedesse di essere remunerati monetariamente, questa operazione si profilerebbe come una vendita e quindi soggetta ad imposta.

La formula SSP per impianti sotto i 20kWp

Il CS è il contributo dello scambio sul posto.

Cs = min [ Oe ; Cei ] + CUs  x  Es

Dove:

Cei   Controvalore energia immessa

Oe    Onere energia (prelevata)

Es     Energia scambiata

Opr   Onere prelievo

CUs  Controvalore unitario servizi (parte unitaria variabile dell’onere sostenuto dall’utente dello scambio per                      il pagamento dei servizi di trasporto e dispacciamento

ESEMPIO PRATICO

Ipotizziamo un impianto fotovoltaico da 3 Kw. Con questo profilo di produzione/consumo su base annuale:

  • energia consumata in un anno: 3.000 kwh
  • energia prodotta: 3.600 kwh
  • energia autoconsumata istantaneamente 1.200 kwh ( circa il 35% )
  • energia immessa in rete: 2.400 kwh  ( 3.600 – 1.200 )
  • energia prelevata dalla rete: 1.800 kwh
  • energia immessa in rete in eccedenza rispetto ai prelievi: 600 kwh  ( 2.400 – 1.800 )

Formula: Cs = min [Oe;Cei] + CUs x Es

Ipotizziamo per difetto il Prezzo Nazionale dell’energia a 0,09 €/kwh ed il prezzo dell’energia sul mercato del giorno prima a 0,08 €/kwh. E che il corrispettivo unitario forfettario relativo ai servizi (distribuz, dispacciamento, trasporto, misura e alcuni oneri di sistema) a 0,07 €/Kwh. Quest’ultimo parametro è quello più difficile da calcolare.

Cs = min [ 0,09 x 1.800 ; 0,08 x 2.400] + 0,07 x 1.800=

= min [ 162 ; 192 ] + 0,07 x 1.800=

= 162 + 126 = 288 euro.

Il contributo potrebbe essere intorno ai 288 euro.
Ricordiamo che il contributo non rimborsa le imposte pagate in bolletta, che sono circa il 34% della bolletta.

Il contributo, inoltre, non viene tassato come “reddito aggiuntivo” per l’utente. E’ un “contributo di rimborso” sulle bollette pagate.

Eccedenze

In questo esempio, infine, le immissioni totali di energia in rete (2.400 kwh)  sono maggiori dei prelievi (1.800 kwh), o meglio: il valore economico delle immissioni in rete è maggiore del valore economico dei prelievi fatti dalla rete.
Per questo motivo il titolare dell’impianto potrà beneficiare, oltre che del contributo in conto scambio, di un’eccedenza per tutta l’energia immessa in rete in più rispetto a quella prelevata.

Qual è il valore economico di questa eccedenza?
Non è altro che la differenza tra il valore dell’energia immessa ed il valore dell’energia prelevata.

Eccedenza = [ (0,08 x 2.400)  –  (0,09 x 1.800) ] € = 192 – 162 = 30 €

Se il titolare richiede la sua liquidazione monetaria, questa verrà sottoposta a tassazione (come “Altri redditi” Irpef, non serve partita Iva per i piccoli impianti). In caso contrario questi 30 euro verranno messi a credito nel contributo dello scambio sul posto dell’anno successivo.

Risparmio in bolletta più contributo ssp (Cs) più eccedenze

In definitiva, nel nostro esempio, il titolare dell’impianto fotovoltaico da 3 kw, installato in scambio sul posto, e con un autoconsumo del 35%, permette di risparmiare in bolletta circa 300 € l’anno (per l’autoconsumo da fotovoltaico – 1.200 kWh X 0,25 circa )  e di ricevere un introito di circa 318 €/anno (lordi) per il riconoscimento del contributo dello scambio sul posto e delle eccedenze di energia immessa in rete.

Il guadagno effettivo è per l’utente di circa 618 euro l’anno (lordi)

Va aggiunta a questa cifra la detrazione di imposta del 50% che supponendo una spesa di circa 7000 Euro, divisa per 10 anni = 350 Euro/anno

Riepilogando il totale è di circa 968 Euro anno